È un “Mundo Malo” a suon di patchanka

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MUNDO MALO è il titolo del secondo lavoro discografico della band “SICILIANO SONO”. Un’immersione tra nuove sonorità, messaggi e lingue che convergono unicamente in un concept album. Filo conduttore è l’osservazione disincantata della realtà di un mondo “violentato” dal potere e sottomesso alla società odierna. Colonna sonora di questo concept è un guazzabuglio di contaminazioni. Patchanka, ska, reggae, cumbia, rumba e balkanico si incontrano e arricchiscono gli arrangiamenti che si orientano su tradizioni oltremare e alla world music.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

Trascinante, coinvolgente, entusiasmante e passionale. Ricca di influenze proprio come noi Siciliani.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

Il nostro nuovo lavoro s’intitola Mundo Malo ed è sostanzialmente un concept album che vuole descrivere e raccontare il disagio sociale visto da diversi punti di vista. E’ il racconto di una società che si imbatte sempre negli stessi problemi e malumori.Antecedente al lato tecnico vi è quindi un percorso emozionale personale e di visione globale.

Questa riflessione dal sapore internazionale, ci ha portato adabbracciare diversi generi musicali svolgendo un estenuante lavoro di ricerca durato non poco. La direzione globalista si èinfine ben sposata con i tipici ritmi nostrani, dimostrando che in musica tutti parliamo la stessa lingua

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Sinceramente ci viene un po’ da ridere! Ognuno è libero di attuare la propria politica commerciale. Se il ragionamento è questo vuol dire che non si ha ben chiaro quale tipo di servizio si sta richiedendo. La musica prima di tutto è un’arte e questo vuol dire che per apprenderla non ci vuole sicuramente un pomeriggio. Tralasciando il lato storico, artistico, emotivo il lavoro del musicista, al di là di quello che si possa pensare, è molto faticoso e rischioso. Sempre in strada a qualsiasi ora con strumentazione preziosa sul pulmino. Ci viene spontaneo ricordare la tragedia accaduta da poco riguardo quei musicisti di Frosinone purtroppo deceduti in un brutto incidente stradale. La maggior parte dei gestori non capisce realmente cosa c’è dietro uno spettacolo musicale: dalle prove alle lezioni, dallo studio ai chilometri, dai sacrifici economici al dispendio di forze ed energie.

A peggiorare la situazione si aggiungono tantissimi gruppi che svendendosi contribuiscono a svalutare il nostro operato. Dovremmo essere invece uniti e capire che a volte un NO può valere più di 1000 SI.

E se invece chiedessi al gestore il 50% degli incassi??

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

È ormai innegabile l’importanza dei social in qualsiasi campo poiché sono di sicuro mezzi di comunicazione e di promulgazione potentissimi, ma allo stesso tempo molto delicati e a volte risultano essere un’arma a doppio taglio. Oggi è palesemente cambiato il metodo di ingaggio che verte più su talent show e piattaforme digitali, spulciando video, canzoni, immagini, alla scoperta di nuovi personaggi e idoli. Quindi i social per noi, per molti, sono importantissimi e necessari, accorciano i tempi e permettono di promuovere le nostre canzoni in tutto il mondo con un click!

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

Circa una decina, per via degli impegni musicali ne abbiamo saltati alcuni.E’ sempre interessante poter assistere allo show di altri musicisti, puoi sempre imparare qualcosa, prendere spunto o rielaborare qualche idea. Capita spesso di collaborare con altri gruppi indipendenti, promuovendo reciprocamente i lavori o magari facendo qualche insert negli album. Può a volte accadere però di ritrovarsi coinvolti in stupide competizioni infantili, alcune  band che forse per invidia, non spendono parole molto lodevoli nei tuoi confronti e che cercano di boicottare il tuo lavoro in ogni modo. La musica in realtà dovrebbe unire ma a noi poco importa, siamo sempre ottimisti ed entusiasti di rincorrere i nostri obiettivi.

È bello ritrovarsi in un ambiente indie rilevante perché sei consapevole che in qualche modo si sta tentando di costruire, partendo dalla propria città, qualcosa di importante con le proprie forze e in maniera, appunto, indipendente. Una piena libertà di scelte ed espressioni ci permette di arrivare meglio alla gente comune. Noi “poveretti” siamo felici così.

FONTERadio Tweet Italia
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